Carlo Urbani

L’epidemiologo italiano Carlo Urbani fu la prima persona ad identificare la SARS come malattia science_5altamente contagiosa. Lavorò come esperto di malattie infettive presso l’ufficio dell’Organizzazione mondiale della sanità (WHO) nella capitale vietnamita, Hanoi, e avvertì l’organizzazione rispetto ai pericoli derivanti da questa malattia mortale. Il risultato di questo avviso preventivo permise di salvare milioni di vite a livello mondiale. Tristemente, trattando i pazienti infetti da SARS, il Dr. Urbani venne infettato da questo virus, e successivamente morì a causa di complicazioni derivanti da tale condizione. Come dottore specializzato in malattie tropicali e infezioni presso l’Università di Messina, si unì in giovane età all’organizzazione non governativa cattolica, Mani Tese e da quel momento dedicò la sua vita alla professione medica.

Dopo aver acquisito esperienza nei campi legati alla medicina epidemica, divenne un consulente esterno per la WHO e divenne parte di Médecins Sans Frontières. Viaggiò in lungo e in largo, passando lunghi periodi in nazioni come Vietnam e Cambogia, curando le persone contagiate da malattie infettive. Giocò inoltre un ruolo importante nell’identificazione dell’epidemiologia dell’anchilostoma. Fu la prima persona a documentare la trasmissione del schistosoma mansoni.  oltre ad essere stato un epidemiologo, Carlo Urbani era un fotografo appassionato, un esperto pilota di aeroplani ultraleggeri e un buon organista.

Infanzia e prima parte della vita

  • Carlo Urbani nacque il 19 ottobre 1956 a Castelplanio, Italia, all’interno di una famiglia benestante con una forte influenza cattolica. Suo padre era un insegnante presso l’Istituto navale commerciale di Ancona e sua madre era la direttrice di una scuola elementare.
  • Nel 1981, Urbani si diplomò in medicina presso l’Università di Ancona. Successivamente si specializzò in malattie infettive tropicali presso l’Università di Messina e ottenne una laurea specialistica in parassitologia tropicale nel 1984.

Carriera

  • Dopo il completamento dei suoi studi, Urbani continuò il suo lavoro presso l’Università.
  • Si dimostrò interessato nell’affrontare le sfide relative alla sanità a livello internazionale. Nella parte finale degli anni ’80 visitò varie volte la Mauritania con un gruppo di volontari per supportare il Ministro della salute del Paese rispetto alla problematica del controllo delle malattie dovute a parassiti.
  • Nel 1990, si unì al personale dell’ospedale di Macerata. Durante il suo periodo a Macerata, Urbani entrò in contatto con la WHO, e dal 1993  iniziò a lavorare con questa organizzazione portando a termine incarichi temporanei alle Maldive, in Mauritania e Guinea.
  • Nel 1995, si recò alle Maldive per tenere sotto controllo l’epidemiologia dell’anchilostoma (una pericolosa infezione intestinale) e per formare tecnici di laboratorio in grado di valutare tale infezione.
  • Urbani documentò per la prima volta la trasmissione del schistosoma mansoni. Oltre 200 milioni di persone a livello mondiale vennero infettate da questa infezione.
  • Quando Medecins Sans Frontieres (MSF) si mise alla ricerca di uno specialista in malattie infettive, contattò la WHO e questa si mise in contatto con Urbani. Si unì a questa organizzazione nel 1997 in Svizzera e iniziò a lavorare in Cambogia.
  • Urbani Intraprese delle misure efficaci per ridurre gli effetti di questa infezione. Grazie all’introduzione del suo processo di trattamento, la procedura di diagnosi divenne conveniente a livello economico.
  • Nel 1999, Urbani lavorò come Presidente della sezione italiana di MSF. Durante lo stesso anno fu invitato ad Oslo per ricevere il premio Nobel per la pace a nome di MSF.
  • In associazione alla fondazione Ivo de Carneri riuscì ad implementare misure efficienti per prevenire malattie parassitiche in nazioni in via di sviluppo. Divenne inoltre membro del comitato scientifico di questa fondazione.
  • Nel 2000, la WHO inviò Urbani ad Hanoi, con il ruolo di esperto in malattie infettive per Laos, Cambogia e Vietnam.
  • Urbani raccomandò misure efficaci per controllare trematodi e cestodi che possono svilupparsi nei cibi. Circa 7 milioni di persone in Asia vennero infettati da vermi trematodi.
  • Supportò l’idea di trattamenti costanti su bambini affetti da praziquantel, in modo da evitare colangiocarcioma al fegato, una tipologia grave di cancro.
  • Le sue svariate abilità andavano oltre la medicina, trattandosi di un fotografo appassionato, un esperto pilota di aeroplani ultraleggeri e un buon organista.